La Val Resia si trova nella parte nord orientale del Friuli-Venezia Giulia. La Valle ha una lunghezza di 18 km. e una larghezza massima di km. 3; è circondata da un sistema montuoso molto articolato con il gruppo Monte Canin ad Est (m. 2.587) il monte Sart a Nord (m. 2.324) e la catena dei Musi a Sud (m. 1.866); è percorsa dal torrente omonimo che, dopo aver raccolto le acque dei numerosi torrenti, si getta nel fiume Fella. La vallata è composta da 6 Paesi principali nessuno dei quali si chiama Resia: Prato (Ravanca) capoluogo e sede del Parco delle Prealpi Giulie, S.Giorgio (Bila), Gniva (Nijwa), Oseacco (Osoane), Stolvizza (Solbica) e Uccea (Ucja). Quest’ultima borgata si è creata attorno al 1500 con la costruzione di stavoli appartenenti alla popolazione di Oseacco, così pure come Coritis (Korito) l’ultimo agglomerato della valle sotto le falde del Monte Canin. L’accesso alla Valle può essere fatto da Resiutta oppure anche passando per le Valli del Torre attraverso il passo Tanamea dove si può raggiunge Uccea che si trova sul confine Sloveno, attraverso Sella Carnizza si arriva a Lischiazze (Liscace) e quindi in Val Resia.

Quest’ultimo percorso è consigliabile solo in estate quando è possibile ammirare e godere meglio gli stupendi panorami. La comunità resiana si caratterizza per usi e costumi di forte impatto culturale e che si esprimono: in una musica semplice e coinvolgente creata da due strumenti musicali: zitera e bruncola; in una danza che tutti, bambini giovani e anziani, ballano nei giorni di festa e sui prati nelle stellate serate estive; nel dialetto (Pones) che viene parlato correntemente in tutta la Valle. Tutti questi aspetti si potranno scoprire anche nel corso della Festa dell’arrotino a Stolvizza dove sarà possibile scoprire più da vicino la caratteristica figura dell’arrotino visitando il Monumento all’Arrotino nella piazza principale all’ingresso del Paese ed il Museo dell’Arrotino dove sono esposti numerosi e vecchi strumenti da lavoro ed una collezione fotografica che fa rivivere nitidamente l’evoluzione di questo mestiere nel tempo fino ai giorni nostri.

